giovedì 23 giugno 2011

Consolianamente: Elettra, ovvero di prostitute e di amori diversi

Nell'autunno del 2009 la Carmen pubblica quello che ad oggi è il suo ultimo album di inediti, Elettra [di cui riallego copertina autografata], che sarà seguito un anno più tardi dal primo best of della cantante catanese, Per niente stanca.
La Cantantessa non è nuova a citazioni dal mito, classico e non, e dopo essersi fatta ispirare dalle figure di Narciso, di Orfeo e di Eva, tra gli altri, per il titolo del nuovo lavoro sceglie di rievocare la mitica Elettra, protagonista di una tragedia familiare più volte ripercorsa nei secoli da artisti e drammaturghi: figlia e sorella di eroi, Elettra non esita a farsi complice del fratello Oreste nell'omicidio della propria madre per vendicare il brutale assassinio del padre Agamennone. Nel nostro caso, questa figura leggendaria di donna forte ed al contempo vittima della propria sorte, fornisce alla Consoli poco più di uno spunto onomastico: il personaggio di Elettra raccontato in un brano dell'album che poi ne ha preso il nome, è ben lontano da quello classico. Tuttavia essa appare una scelta tutt'altro che casuale, considerando che, al momento della pubblicazione, la cantante catanese ha da poco smesso il lutto per l'improvvisa perdita del padre, un dolore rievocato ed esorcizzato in uno dei brani più noti di quel disco, il secondo singolo Mandaci una cartolina.
Ma accennavo prima alla canzone Elettra, di cui la Consoli firma testo e musica; brano che, pur dando il titolo all'intero album, resta (ed è un peccato!) una delle tracce secondarie, non ricomparendo nemmeno nella successiva raccolta. La protagonista della canzone, l'ennesimo ritratto femminile consoliano, è una prostituta che commette lo sbaglio peggiore per una che fa quel mestiere: si innamora di un cliente, il quale, ben conscio della situazione, non esita ad illudere la donna per trarne un proprio tornaconto di piacere. Elettra si cimenta in un'audace acrobazia mentale, spera di essere finalmente amata alla luce del giorno, sogna quel viaggio imprevisto, la fuga dal solito itinerario costretto alla morsa dell'abitudine, e ne rimarrà amaramente ed inevitabilmente delusa.
La canzone va probabilmente riletta come una metafora di tutti quegli amori che la morale comune vorrebbe venissero consumati nella penombra, quegli amori "diversi" per cui si deve essere disposti a lottare, talvolta anche da soli contro tutto e tutti. Ed è per questo che Elettra è e rimarrà sempre uno dei miei pezzi preferiti.

2 commenti:

Anastasia Beaverhausen ha detto...

Tesoro, un post molto bello, complimenti. Tutti noi speriamo di innamorarci, ricambiati, di un cliente.
Un bacio, Ana.

Principe Kamar ha detto...

Chi non ha avuto almeno un amore sbagliato e non ha commesso gli stessi errori dell'Elettra Consoliana? :)