giovedì 21 gennaio 2010

Passato remoto

In questi giorni su Facebook sono stato contattato dalla mia professoressa di matematica e fisica del secondo triennio delle superiori. La cosa mi ha fatto specie!
Quando ho trovato la richiesta d'amicizia, ho impiegato una mezz'ora buona a capire che si trattava di lei; quel nome non mi accendeva alcun ricordo, tanto meno mi aiutava la foto: in fondo, son passati quasi quattordici anni dal mio diploma, lei allora era al suo primo incarico nel nostro Liceo e noialtri saremmo stati la prima classe che lei avrebbe condotto alla maturità. Era poco più che una ragazzina, ora è una signora: insegna ancora in quel Liceo, dove ora però studia suo figlio, il frutto dei suoi stretti lombi, che, ricordo, andammo a trovare quand'era appena nato e noialtri neppure diplomandi.
Noialtri...
Sono trascorsi quasi dieci anni dall'ultima volta che ho incontrato qualcuno di quel noialtri. All'epoca io ero appena appena impiegato nell'azienda dove lavoro ancora oggi, e molti membri di quel noialtri ridacchiavano placidamente di me e del fatto che avessi lasciato l'Università al secondo anno, nonostante gli insegnanti (e la prof di mate davanti a tutti) mi ritenessero una bella speranza; altri ghignavano alle spalle dell'unico di noialtri che stava per laurearsi in filosofia: quale utilità poteva trarne, chiedevano.
All'epoca, a quattro anni dal diploma, circa un quinto di noialtri era prossimo alla laurea; una sola era sposata, laureata e con figlio in arrivo. Una stava studiando il giapponese e si apprestava a partire per Tokio; gli altri erano dentisti, ingegneri ed architetti in divenire.
Scopro di non essere affatto curioso di sapere che fine abbiano fatti, se abbiano realizzato i loro progetti, se siano felici e sereni. Realizzo di non aver pensato a loro nemmeno per un totale di cinque minuti in dieci anni: quando la mia mente tornava agli anni delle superiori, ne riportava immagini solo di me che spasimavo per il compagno di banco, di me che facevo i compiti solo dopo la puntata di Non è la Rai oppure di me che insultavo il prof di chimica. Gli altri non apparivano, quasi mai.
Mi chiedo se non dovrei almeno mettermi a curiosare tra i profili di Facebook, per scovare qualcuno di quei ragazzetti e cercare di capire che uomini e che donne son diventati. In fondo, Facebook era stato progettato proprio per questo.
Ma me lo chiedo per un attimo soltanto. Peraltro, se non ci si vede né ci si sente da dieci anni, qualche ragione ce l'avremo, noialtri.

4 commenti:

byb ha detto...

io ho aggiunto un unico compagno delle superiori. che tra l'altro aveva il profilo completamente pubblico. e in effetti non gli ho mai nemmeno scritto. ma tra gli altri personaggi in cui ero incappato, è uno particolarmente interessante. dal vivo, su facebook non so. non lo leggo.
:P

Pisolo ha detto...

Io ad un anno dalla maturità ho rimosso dalla mente quasi la totalità delle facce che popolavano la mia classe. Mi sono tenuto stretto solo quelle che in un modo o nell'altro in questi anni ci sono state sempre. Le altre me le ricorda facebook.

lavecchiaMarple ha detto...

beh, evidentemente La ricordava con piacere... Ovviamente sono andato a controllare, e credo di averla individuata!

Anastasia Beaverhausen ha detto...

Io ci pensavo spesso dopo la maturità, ora in effetti sono quasi tutti nel dimenticatoio. In passato ho organizzato qualche cena-reunion, mentre mi sono tenuto alla larga da quella che hanno fatto recentemente... (ops mi sa che ho scritto un commento un po' inutile - apprezza l'intenzione)