lunedì 14 settembre 2009

Zibaldone israelita - Fuori Tema

Le mie due compagne di viaggio erano/sono belle, toste ed indipendenti... ma non parlano una parola d'inglese. L'agenzia di viaggi ci aveva consigliato di chiedere "No stamp", una volta in Israele, al momento del timbro di visto sul passaporto, poiché alcuni Paesi arabi bloccano l'ingresso a chi ha il visto israeliano sul documento. Così, prima Maya e poi BPC si sono avvicinate allo sportello tranquille e pacifiche recitando il loro "No stemp", solo che l'addetto al visto s'è messo ad interrogarle in inglese e si sono trovate in ambasce perché non capivano che volesse; e nonostante Maya gli avesse chiaramente spiegato in veneto stretto che non voleva quel [cazzo di] timbro sul passaporto, non ci sono stati santi. Idem BPC, che invece s'è limitata a sgranare gli occhioni bistrati. Io, fingendo anche un po' da stronzo di non conoscerle onde evitare di essere coinvolto nel caso la cosa fosse finita tipo Fuga di mezzanotte, osservavo la scena dalla coda, rigorosamente da dietro la linea bianca, senza afferrare il senso di quello scambio di battute, finché non è arrivato anche il mio turno: "No stamp, please" faccio, e l'impiegato con la vena che già gli pulsava sulla fronte "Why not?", ed io a spiegargli che l'agenzia aveva suggerito, e lui a chiedermi se avessi davvero intenzione di andare in Iran, ed io "No figuriamoci!" ed allora "Why 'no stamp'???", ed io "Maro' fammelo quel [cazzo di] timbro!" e lui alla fine, sorridendo vagamente, che mi dice [traduco liberamente]: "OK, per stavolta il timbro non lo appongo ma alla prossima visita in Israele non ci saranno santi né madonne, il timbro te lo dovrò apporre". E ci mancava solo che mi facesse l'occhiolino ed inturgidisse le labbra.
Certo che anche gli steward generalmente sono un gran belvedere. Sul volo d'andata, ad esempio, ce n'era uno solo con tre hostess, ma lui somigliava neanche troppo vagamente a Raffaele Casuccio, solo con un'ovale del viso un po' più pienotto; peccato però che si occupasse della metà sbagliata del corridoio. Sul volo di ritorno invece c'erano addirittura tre steward: il primo però era troppo giovane ed imberbe per destare in me un minimo d'interesse; il secondo era sul tipo mediorientale, anzi all'inizio mi era parso avesse un lieve accento straniero e credevo proprio fosse un arabo, ma ho capito l'errore quando mi ha offerto il [vassoio del] pranzo (e l'EdgarVirtuale gli ha risposto: "Tesoro, lasciamo stare il pranzo, la merenda e la cena e passiamo direttamente al dopocena: casa mia o casa tua...?"); il terzo steward era invece sul genere bionda dentro... in effetti somigliava non poco ad un blogger che ho incontrato una volta ad una cena...

5 commenti:

byb ha detto...

compagnia aerea?

lavecchiaMarple ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
lavecchiaMarple ha detto...

Già, perché è opportuno distinguere i non biondi (ovvero i completamente out, sigh!),i biondi in toto,i biondi fuori e i biondi dentro, visto che come disse Donatella Versace (by Francesca Reggiani) : "Nella vita o si è brutti o si è biondi, e io modestamente..."
;)

Anastasia Beaverhausen ha detto...

;) eri carino quando facevi il vago e fingevi di non conoscere le tue amiche somarelle. "No, guardi, mi sta scambiando per un altro...", fischiettando.

@Missy: ahahaha, lei è proprio scema!

Rosa ha detto...

Chissà che tipo di timbro ti apporrà la prossima volta che passerai di lì ;)
IO di steward carini non ne ho mai trovati, certo che se il biondo assomigliava a quello che penso io, dev'esser stato proprio uno schianto ;)
(così lo mettiamo un po' in imbarazzo)