domenica 21 marzo 2010

Idiosincrasie della domenica sera

Quando andavo a scuola, il compito che odiavo più portare a termine era il tema. Non perché avessi particolarmente in odio lo scrivere; piuttosto perché, essendo stato provvisto dal buon Dio del grande dono della sintesi, era davvero uno strazio riuscire a scrivere una composizione più lunga di una pagina e mezza (l'allora minimo sindacale nelle stime della prof).
Generalmente il lunedì mattina la prof ci dava un titolo (mi pare che allora lo chiamassimo lo svolgimento); il lunedì successivo avevamo la consegna, la lettura in classe e quindi il nuovo titolo. Ed avendo sette giorni sette per la stesura, qualsiasi cosa accadesse, io mi ritrovavo la domenica sera, dopo le 8, a cercare di riempire d'inchiostro una pagina e mezza di quaderno.
Ora che non ho più temi da consegnare il lunedì, mi rendo conto di provare la medesima avversione per lo stiro. Ed ora come allora, l'attività della domenica sera è la più odiosa, la più faticosa, la più rimandata.
Anche in questo momento, piuttosto che mettermi a stirare, la sto tirando in lunga scrivendo questo post. E pensare che dovrei invece essere eccitatissimo, perché stasera mi tocca battezzare il ferro da stiro nuovo. Macché...
Dobbiamo sempre mantenere dei punti fermi nella vita: uno dei miei è lo scazzo della domenica sera.

5 commenti:

Marcondinondinondello ha detto...

il tema........noooo...che bei ricordi...io ero bravissimo nel tema, anche quello in classe, e sia alle elemntari, che alle medie che perfino alle superiori mi ricordo che è stato letto più di una volta ad alta voce in classe dal* prof con mio sommo orgoglio. Le parole durante il componimenti erano tsunami implacabili e spesso, iniziavo con una mia frase ad effetto per terminare con una citazione o viceversa. Eh sì, il tema era il mio momento preferito. alle elementari addirittura ricevevo il bravissimo perchè inserivo il disegno alla fine del componimento.
Certo è anche vero, che ci sono cose che rimandiamo, io...beh...c'è una cosa che rimando fino all'impossibile el'improponibile che proprio non sopporto e di fare la barba. e così mi sono dovuto inventare di accorciarla e sono anni che vado avanti, perchè il rasoio sulla pelle proprio mi inibisce...quando in vari luoghi di lavoro al servizio della clientela i capi mi minacciavano perchè ero impresentabile... no barba :P sì tema :) ciaociao

Poto ha detto...

"noleggiare" una filippina solo per lo stiro?
Che ne so, magari a metà settimana...

Quando ero costretto a stirarmi la roba, era una cosa che mi rilassava molto.

gay sex and the cities ha detto...

Pur di provare un ferro nuovo, vengo a stirare io da te.

Edgar ha detto...

Marcondino, non stento a credere a quello che mi racconti: mi dai effettivamente l'idea di essere un fiume vorticoso di parole. (A me invece 'sta prof mi ha sempre dato dell'acqua cheta, non so che c'entra, ma mi è venuto in mente...)

Poto... no, lo stiro ed il relax nella stessa sera no mi è concepibile!

GS&TCs... ma non è che poi mi fai pagare x la prestazione all'asse, vero???

Rosa ha detto...

Ancheio adoravo il tema, verbosa come sono è la cosa che mi riusciva meglio e più agevolmente.. Ma anche questo è ampiamente inutibile, no?! :D
Già il saggoi breve della maturità mi costava un lavoro di pialla assai faticoso :P

Stirare me piasce, sorpattutto perchè avendo raggiunto una certa padronanza dei mezzi, posso farlo guardando la Tv :)