domenica 6 marzo 2011

Lenzuola, piatti e tazze

Succede che due persone si amino e che ad un certo punto decidano di far evolvere la loro relazione andando a vivere insieme. Succede che per tre anni queste due persone condividano lenzuola, piatti e tazze e che poi uno dei due decida di andarsene, lasciando all'altro solo lenzuola, piatti e tazze. E può succedere, perciò, che mentre stai apparecchiando la tavola per la cena, l'occhio ti cade su una vecchia sbeccatura di un piatto e che nella mente ti appaia il momento esatto in cui, nel mezzo di una cena con amici, il tuo ex afferrò maldestramente un pesante bicchiere che gli scivolò di mano e scheggiò quel piatto; e da lì è un attimo essere fagocitati in un mulinello di ricordi  e lasciar scuocere la pasta.
A nascondere lettere e fotografie in fondo ad un cassetto per evitare simili eventi, ci si impiega un attimo. Ma non si può fare lo stesso con lenzuola, piatti e tazze. A meno di optare per buttare tutto in un cassonetto e farsi un nuovo corredo e/o comprarsi un nuovo servizio di piatti. Che è quello che ho fatto ieri, stimolato dall'idea di insediarmi nel nuovo appartamento senza portare con me tutti quegli oggetti che mi raccontano storie che non voglio più ricordare.
Così ieri notte mi addormento, nelle vecchie lenzuola ma con un nuovo servizio di piatti tra i pacchi pronti da traslocare, convinto di essere un poco più padrone delle redini della mia vita. Fino a quando, a tradimento, il mio ex non bussa alla porta dei miei sogni.
"Così hai deciso di andartene, senza neanche chiedere il mio parere..." mi fa, con l'aria arrabbiata, appoggiato alla cucina del mio vecchio appartamento, quello che era nostro. Con quel broncio lui è più bello di quanto non sia mai stato.
Il sogno dura pochi istanti, anche perché io non so che rispondergli. Anche perché quella frase, lo ricordo, l'ho pronunciata io per davvero, tre anni fa con il broncio, appoggiato alla cucina del nostro appartamento.

5 commenti:

lavecchiaMarple ha detto...

Beh, almeno ora, in teoria, senza quella casa e senza quei piatti potrebbe esserti più facile esorcizzare i ricordi. In bocca al lupo!

Principe Kamar ha detto...

Dalle mie parti, nel Bruzio ma anche in altre zone della Magna Grecia, fino ad una ventina d'anni fa, nella notte di capodanno c'era l'usanza di buttare la roba vecchia dalla finestra per augurarsi un anno migliore e più abbondante. Peccato che siamo a marzo, però se magari il tuo ex passasse sotto casa tua, il servizio di piatti e tazze glieli lancerei addosso ma solo perché è importante preservare alcune tradizioni. Certo poi bisognerebbe raccogliere i cocci perché la natura si rispetta, e poi nasce il dilemma se l'ex va buttato nell'umido o nella indifferenziata.
Un grossissimo abbraccio. :*

Edgar ha detto...

Indifferenziata, assolutamente. :)))

Suor Francis Beaverhausen ha detto...

Non sembra tanto un ex, o forse lo è solo in pratica.

Gan ha detto...

Tutto questo lo ammiro molto. E lo sento mio.
Sono un pachiderma che non dimentica mai, che non butta via niente e che si porta tutto dentro di sè. Anche i piatti sbreccati. Anche il ricordo dei sogni, belli o brutti che siano.
Sono fatto così. Non c'è speranza, nè rimedio. Cioè, forse solo l'Alzheimer.