venerdì 17 luglio 2009

Modalità Stand-by

Mi è capitato, qualche giorno fa, di trascorrere alcune ore in una sala d'attesa.
Ed in ogni sala d'attesa del mondo c'è lei: la signora anzianotta che borbotta contro le ragioni della propria attesa. Che in un primo tempo non trova la solidarietà che si aspetta, nè convince alcuno a lasciarle dar la scalata alla lista d'attesa, e perciò si scalda e prende ad inveire contro chi la lascia ad aspettare, soprattutto quando si tratta di medici ed infermieri. Poi finalmente trova qualche anima pietosa (generalmente tra le ultime persone entrate nella stanza) che le dà spago, le permette di sfogarsi, le fa fare quattro chiacchiere e cambiare discorso e, talvolta (quasi sempre), fa sì che i presenti scoprano che l'anzianotta tutto 'sto motivo per stare ad attendere non l'ha, tantomeno ha alcuna buona ragione per pretendere di passare avanti gli altri.
Per parte mia, alla fine della mia lunga e paziente attesa, ho realizzato in semplicità quanto questa fase della mia vita somigli tanto ad una sala d'aspetto.
Cantava Baglioni che questo mondo è un'immensa sala in cui aspettiamo e che il futuro è qui davanti o già dietro le spalle.
Ed io in effetti sono qui, in una prolungata modalità di stand-by. Attendo. Che la manna mi cada dal cielo o che dal cielo cominci a piovermi addosso merda, non importa: ciò che conta, pare, è che non debba essere io a scegliere quale direzione dare alla mia vita.
E mi lascio ad aspettare. Tanto, o prima o poi, chiameranno anche il mio numeretto.

3 commenti:

Rosa ha detto...

Ma non sei un po' troppo giovane per essere così attendista?
Ma forse sono io che ho sempre "el morbin" e odio le attese e i momenti di stand-by!
Ognuno ha le sue rogne insomma, ma sono sicura che una volta che il tabellone avrà chiamato il tuo numero, ti troverai di fronte un meraviglioso cassiere/addetto/salumiere/dottore etc etc che gentile, sereno e premuroso ti spalancherà davanti un futuro assolutamente allettante :)
( e non sto parlando di uomini e storie d'ammore, era una metafora un po' sbilenca)

Anastasia Beaverhausen ha detto...

Mi vengono da dire due cose: io sono un impaziente di natura, però sto riscoprendo l'attesa: è un'intercapedine in cui puoi lascare che i pensieri scorrano liberi. Invece siamo sempre abituati a riempire tutti i momenti: con libri, musica, Tv, amici...
La seconda cosa me la sono dimenticata. Ah, no, ecco... la manna dal cielo: non so cosa stai aspettando, ma ricorda che certe cose arrivano senza cercarle, mentre per altre bisogna rimboccarsi le maniche e mettersi al lavoro.
La saggia AB

lavecchiaMarple ha detto...

Rilke disse: "a colui che attende accade sempre qualcosa".
Io sarei portato a dire che è una stronzata, però le attese in generale non mi dispiacciono tranne quando aspetto per addormentarmi!